Come un pesce

Sono come un pesce in un acquario. Io sto bene, certo, il cibo non manca mai, ho il mio castello, il mio brecciolino colorato, ma voi?
Fuori dalla mia bolla, il caos.
Sarà mica vero che l’essere umano è solo al terzo posto nella scala d’intelligenza del pianeta?
Sarò anche muto, ma non stupido, e vi ho già capiti… avrò suscitato in voi mezza emozione, per mezzo minuto o poco più.
È l’altro acquario il vostro problema, quello dall’altra parte della stanza, quello coi pulsanti e dentro tutti quei pesci stranissimi, pescitetta, pesciculi e pescisilvio… Riconosco nei vostri occhi una luce diversa quando guardate l’acquario che parla, rapiti, quasi estasiati, e io quasi m’offendo perchè quell’unica volta al giorno in cui mi date attenzione (e, grazie comunque, cibo) non riesco mai ad emozionarvi: “Guardami! Guardami! So fare le bolle a forma di cuore! Guardami! Guardami! Ora nuoto al contrario! Guardami! Guardami! Guardami! Eddaaaii guardami!” niente da fare, non vi smuovo, talvolta non mi state neanche guardando, fissi come siete sull’acquario vociante.
È perchè non parlo, vero? A voi le parole piacciono, il rumore piace, e si che l’altro acquario ne fa tanto, a volte troppo.
Eppoi non chiedetevi come mai il pesce s’è suicidato saltando fuori dalla boccia mentre voi non eravate a casa.
C’era la tivù accesa, Uomini e Donne in onda.
MORALE DELLA STORIA: A volte è bello guardare una pianta che cresce.
Add comment 3 febbraio, 2010
Oratio de Hominis Dignitate
«Adamo, non ti diedi né volto, né luogo che ti sia proprio, né alcun dono che ti sia particolare, affiché tu plasmi la tua immagine, e il tuo volto, il tuo posto, i tuoi doni tu li voglia, li conquisti e li possieda da solo.La natura racchiude altre specie in leggi da me stabilite. Ma tu che soggiaci ad alcun limite, col tuo proprio arbitrio al quale ti affidai, tu ti definisci da te stesso. Ti ho posto al centro del mondo affinchè tu possa contemplare meglio ciò che contiene. Non ti ho fatto né celeste né terrestre, né mortale né immortale, affinché tu stesso, in guisa di buon pittore o provetto scultore, possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme al modello che ti sembrerà migliore. Potrai degenerare sino alle cose più inferiori, brutali, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature supreme, alle divinità.»
Pico della Mirandola
*va immaginato recitato da morgan freeman
2 comments 1 febbraio, 2010
Cosa vuoi fare da grande?
Quando avevo 5 anni, mi mamma mi diceva sempre che la felicità è la chiave della vita.
Quando andai a scuola mi chiesero cosa volessi essere da grande. Io scrissi “FELICE”.
Loro mi dissero che non avevo capito il compito, io dissi loro che non avevano capito la vita.
anonimo
Add comment 29 gennaio, 2010
Trombamici – Friends with benefits
Trattiamo stasera un argomento spinoso, una leggenda metropolitana per i più: i Trombamici. “Ma esistono davvero o sono solo frutto della mente spaccona del mio amico?” chiedono i lettori. Chiediamo dunque delucidazioni a wikipedia:
chiaro no?
E ora 5 semplici istruzioni per l’uso, leggiamole:
1. Siate chiari su quello che volete. Se volete godere a pieno un’esperienza da trombamici dovete sapere cosa aspettarvi dalla relazione. Prendetevi tutto il tempo per pensarci, non c’è una formula che va bene per tutti. Avere un idea base di quali sono i vostri bisogni e essere capaci di esprimerli aiuta ad evitare un sacco di dramma alla fine.
2. Scegliete il vostro partner saggiamente. Questo è il punto più difficile e importante. Essere trombamici necessita di un delicato equilibrio. Il vostro partner dovrebbe essere qualcuno che vi piace frequentare e che cerchi le stesse cose dalla vostra relazione da trombamici.
3. Fissate delle regole. Tutte le relazioni di trombamicizia hanno bisogno di regole ben chiare. Sedetevi e decidete quali sono le regole e i limiti. Assicuratevi che siate tutti e due soddisfatti delle scelte fatte.
4. Siate fedeli alle regole (la seconda regola del fight club è…). È facile perdersi. Magari dormire insieme per una notte o due, o magari iniziate a spendere più tempo insieme di quello dovuto. Ricordate solo che le regole possono essere rotte solo se decidete di cambiare la natura del vostro rapporto.
5. Uscitene prima che diventi troppo pesante. La relazioni da trombamici durano poco di norma. Tendono a trasformarsi in qualcosa di più profondo per uno o tutti e due i partner. Se la tua trombamicizia inizia a cambiare, smetti, a meno che tu non sia felice del cambiamento.
A proposito del punto 5 faccio un appunto doveroso. Io e il dottor Pirry siamo soliti sostenere l’approccio alla relazione di coppia “alla finlandese” (o svedese, non abbiamo ancora appurato, presto partiremo per un viaggio di ricerca), il quale, secondo la nostra teoria, funziona più o meno così:
Incontri qualcuno che ti piace, le piaci, insomma vi piacete e non avete altri legami. Quindi, fate sesso*, senza troppi preamboli e corteggiamento e se quel sesso** tra di voi va, e va alla grande, allora in quel momento iniziate a pensare, seppur con cautela, alla possibilità di instaurare una relazione di coppia.
Siamo traumatizzati dal cattolicesimo che è stato seminato in noi tanti anni fa… Sono il prepuzio circonciso di Jack… Dopo il salto il manifesto dei trombamici (originale e tradotto). Peace out
* vedi anche “friends with benefits” o “fuck buddies”
** Secondo le nostre ultime stime oscilla tra l’80% e l’85% nella scala d’importanza di una relazione di coppia fissa
***sex is good
1 comment 17 gennaio, 2010
SHIT HAPPENS (audax fortuna juvat)
Ispirato dalla cazzonaggine che mi contraddistingue e che sta volta m’ha fatto ammalare vi propongo oggi un racconto scritto negli UK un pò di tempo fa. È la storia di un cazzone senza dimora, in un sabato sera natalizio, a Londra. La morale non c’è, ma il lieto fine e un pò di sana schizofrenia non mancano.
Godetevelo, dopo il salto
3 comments 13 gennaio, 2010
LU TREMOTU – THE EARTHQUAKE
Ispirato dai terremoti che si susseguono da un pò di giorni a sta parte (sono un pò preoccupato per il vino cotto… se Loro Piceno sprofonda che si fa ragazzi?) mi sono buttato sulla traduzione in inglese (si, perchè tutto il mondo merita di gustarsi a pieno autori del calibro dei Vincisgrassi, o Peppe de Birtina, o L’Armata Brancaleone…) di un pezzo Rock-Demenziale-Marchigiano che adoro.
di seguito la traduzione marchigiano-inglese (non pensate sia un lavoro facile)
3 comments 12 gennaio, 2010
IL RISVEGLIO
Arriva un punto nella tua vita quando finalmente capisci… quando nel marasma delle tue paure e pazzie ti fermi improvvisamente e una voce dentro di te grida… BASTA. Ne hai abbastanza di combattere, piangere, lamentarti e lottare solo per sopravvivere.
Poi, come un bambino che si calma dopo i capricci, guardi indietro alle tue paure e inizi a vedere il mondo attraverso occhi nuovi.
Questo è il tuo risveglio.
Ti rendi conto che è tempo di smettere di sperare e aspettare che qualcosa cambi, o che la felicità, la sicurezza e la tranquillità magicamente appaiano all’orizzonte.
Realizzi che nel mondo reale non c’è sempre il lieto fine, e che la garanzia del “vissero tutti felici e contenti” deve partire da te… e senti un nuovo senso di serenità e accettazione.
Sei cosciente del fatto che non sei perfetto e che non tutti ti ameranno, accetterano o apprezzeranno sempre per quello che sei o cosa farai… e va bene così. Ognuno ha diritto alle proprie opinioni e punti di vista.
Impari l’importanza d’amare e difendere te stesso… e nel processo nasce un nuovo senso di confidenza e auto-stima.
La smetti di lamentarti e incolpare gli altri per le cose che ti hanno fatto – e per quelle che non hanno fatto per te – e capisci che la sola cosa su cui puoi veramente contare è l’inaspettato.
Impari che la gente non sempre dice quello che pensa, o pensa quello che dice, che non non gira sempre tutto intorno a te.
Quindi impari a stare da solo e a prenderti cura di te stesso… e ti senti più sicuro, più tranquillo, hai più fiducia in te stesso.
3 comments 11 gennaio, 2010
Melbourne Gran Prix
Assenteismo cronico dal blog… lo so, l’avevan predetto tutti.
Ma un post al mese almeno ve lo concedo.
Cosa succede d’interessante a Melbourne, Australia, in questa fine Marzo? Niente di particolare, apparte che a 5 minuti a piedi da casa mia si è svolto il Gran Prix… non chiedetemi neanche se non andato a vederlo… io li ho odiate ste macchine che alle 9:30 di mattina cominciavano a rombare facendo rumori da fine del mondo svegliandomi dopo una nottata di lavoro (gli ultimi turni, con rammarico di tutto lo staff) al Cafe Notturno.
Vogliamo poi parlare di come era messa Lygon Street, la little Italy, in questi giorni del Gran Premio? Al mio ristorante hanno appeso cappelli, camicie e bandiere della Ferrari ovunque, e un feticcio ferraristico di particolare pregio, un giubbotto che dicono costi sui 2000 dollari… ho chiesto se c’è almeno ancora il sudore di shumacher, ma m’han solo guardato male senza rispondere.
Comunque non è che lo staff del ristorante tifasse troppo per il team italiano, visto che già eravamo pieno già dal pomeriggio, perchè se la Ferrari avesse vinto Lygon sarebbe stata invasa (in puro stile italiano) da una sfilata di Ferrari e ferraristi che c’avrebbero fatto chiudere minimo alle 4 di mattina.
Ancora pochi giorni di lavoro eppoi l’ultima settimana di vacanza australiana (il mio visto si chiama “working-holyday visa”, ma dopo il mio soggiorno cambieranno il nome in “holyday-working sometimes visa”) con l’onere di salutare l’incredibile massa di gente che ho conosciuto in 8 mesi qua (si, passo anche a Sydney ragazzi, quindi i reduci dell’Albion street dei tempi andati mi rivedranno soon), con la mia festa d’addio (il farewell party) che sarà una pizza (quella vera, italiana) in un ristorante scovato per caso in Chapel street, un pò di drink a casa mia eppoi direzione Revolver, con l’intenzione di rimanerci fino alla domenica sera (sto posto è aperto 52 ore di fila nel weekend) e con la certezza che l’Australia e tutte le persone conosciute qua mi mancheranno da morire.
Per ora da Melbourne è tutto, i pacchi di deodorante al canguro stanno per partire, saluti e baci dalla città dell’ultimo Gran Prix.
Add comment 31 marzo, 2009
Lygon Champions League
Si può veramente definire Lygon Street una “Little Italy” senza un torneo di calcio clandestino tra i vari ristoranti italiani in zona?
Direi di no, quindi per ovviare a questa grande mancanza il caffè Notturno (con l’aiuto del
Pierce, che però ha già detto in anticipo di non essere capace di giocare a calcio) si sta mobilitando per l’inizio della “Lygon Champions League”.
Squadre miste, divisa… la stessa con cui si lavora, e appuntamento per il
primo match mercoledì alle 2:30 am (cioè appena finito di lavorare) in Argyle Plaza, chiamata anche “Piazza Italia” dagli italiani che frequentano Lygon; lo scontro si prospetta epocale:
Cafè Notturno vs. Caffè Corretto.
L’invito è naturalmente aperto a tutti i ristoranti in zona e non solo, vista
la probabile partecipazione del team brasiliano dal Copacabana di Smith Street.
Altro da dire? Accorrete numerosi! Great fun till the police stop us! XD
PS: per tutti i parenti e amici preoccupati, non sto bruciando assieme al bush
australiano, tranquilli.
Can we define Lygon Street a “Little Italy” without a clandestine soccer
tournament among all the italian restaurants?
I guess not. To fix this lack on Wednesday the 18th, 2:30 am, Argyle Plaza
(Lygon Street) the first 2 teams of the “Lygon Champions League” are going to
challenge in a soccer match.
Cafè Notturno vs Caffè Corretto
Every other restaurant is invited to join the tournament (actually is not an
invite, it’s a dare!).
See you there mates!
1 comment 14 febbraio, 2009
Lygon & Wellington Stories
Parlando al telefono con la mamma lei mi chiede: “…ma perchè non scrivi più sul blog del tuo viaggio?”. E io: “Mà, perchè non sto viaggiando!”… “che cazzone” ho pensato, giusto un attimo dopo.
Quindi eccomi di nuovo qua, ad aggiornarvi di nuovo sulle mie scorribamnde australiane (non vedevate l’ora eh?).
Prima di tutto: v’è piaciuto il mio regalo di natale? E se vi state chiedendo perchè non avete trovato un boomerang (o l’ambitissimo deodorante al canguro) sotto l’albero… beh, scaricatevi la “Aussie Hits vol.1″, con la colonna sonora dei primi 4 mesi in Australia, e Buon Natale.
L’attuale situazione a Melbourne è:
40° C, imperversa l’Australian Open “fever” con tutti quanti improvvisati in fan di Federer (che è svizzero e vince sempre, per quanto ne so io) e il Pierce s’è trovato un lavoro dove l’hanno messo pure in regola (con l’incredulità di tutti gli italiani che hanno lavorato in Lygon Street, la Little Italy di Melbourne), e fa caffè, tanti caffè, ma molti più “latte” perchè qua il “caffè latte” è assolutamente il più in voga (caffè in bicchiere con latte caldo e un dito di schiuma immacolata).
E quando al lavoro mi chiedono qual’è il caffè più bevuto in Italia, aspettandosi come ovvia risposta “latte”, e io rispondo con un secco e deciso “short black!” loro ci rimangono sempre un pò di merda.
Il bello del mio ristorante è che non c’ha staff italiano, al massimo qualche australiano con origini calabresi che parla un misto di inglese maccheronico e dialetto indefinito dal Sud Italia, quindi sono quello che padroneggia la lingua italiana e insegna qualsiasi cazzata gli venga richiesta di tradurre ai camerieri iraniani, colombiani e brasiliani (si, sono circondato da brasiliani, vivo con brasiliani, lavoro con brasiliani e il più delle volte esco con brasiliani… poi non mi stupisco se inizio a parlare portoghese anch’io), col risultato che la cameriera indiana comincia a chiamarti “vaffanculotestadicazzo” o il greco alla cassa sproloquia sulle “belle gambe” delle clienti.
E in queste ultime 2 settimane ho anche preso il controllo al 119 di Wellington street. E si. Il Pierce regna!
No, scherzo, ma l’iniziale formazione Brasile+Brasile+Italia+Svizzera s’è ridotta, lasciando solamente la rappresentanza Rio-Appignanese.
Ma a Melbourne in questo periodo (altissima stagione) trovare una sistemazione, come anche un lavoro, è impresa non poco ardua, e quando gli amici rientrando dalle vacanze natalizie (chi da Brisbane, chi da Parigi, chi da San Paolo) ti chiamano chiedendo se hai per caso uno “spare bed” (un letto in più) o addirittura una “spare flat surface and a pillow… please…” (giusto una superfice piana e un cuscino) non puoi dire altro che “Mi casa es tu casa” in vago accento spagnolo e ritrovarti sette persone dormire in casa quando torni a casa da lavoro alle 5:30 del mattino.
Tra i vari ospiti del 119 Wellington St. (a presto un gemellaggio con il famoso Interno C4 – Rome)è passata anche “la” Sara Merati, volata a casa (sei già arrivata?) con la promessa di polenta, brasato e “cassola” (è corretto?) appena Fabio e Sante, i suoi due mariti a Sydney, rimettono i piedi sull’Italico Suolo.
In concluosione sembra che mi sia stabilito, ma stavolta non scrivo “rimango un mese.. 2… 8″, mi limito a citare i Ricchi e Poveri con un più vago “Sarà quel che sarà” (come sono profondo…).
Stay tuned buddies, i’ll try to keep this blog up to date.
Ah, e grazie (1000) ai debosciati che mi hanno fatto gli auguri di Natale by video, vi adoro, tutti!
Greetings from the hottiest melbourne’s summer ever!
4 comments 31 gennaio, 2009





